<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298</id><updated>2012-02-20T10:18:00.326-08:00</updated><category term='Ben Ali'/><category term='musulmani'/><category term='Aqim'/><category term='re'/><category term='donne'/><category term='2011'/><category term='democrazia'/><category term='separatismo'/><category term='CEDEAO'/><category term='referendum'/><category term='Senegal'/><category term='Infrastrutture'/><category term='Banca cinese per lo sviluppo'/><category term='Risorse'/><category term='Cina'/><category term='Onu'/><category term='Sahara Occidentale'/><category term='Tunisia'/><category term='uguaglianza'/><category term='monarchia'/><category term='stampa'/><category term='Diritti'/><category term='Guerra'/><category term='Algeria'/><category term='Elezioni'/><category term='violenze'/><category term='rappresaglie'/><category term='soldati'/><category term='Religione'/><category term='arresti'/><category term='interviste'/><category term='Emergenza'/><category term='Popoli'/><category term='Costa d&apos;Avorio'/><category term='giornali'/><category term='Nigeria'/><category term='economia'/><category term='Profughi'/><category term='casablanca'/><category term='Marocco'/><category term='interno'/><category term='laicità'/><category term='vittime'/><category term='Elezioni 2011'/><category term='Mauritania'/><category term='dittatura'/><category term='20 febbraio'/><category term='guerra civile'/><category term='Armi'/><category term='Laurent Gbagbo'/><category term='Politica'/><category term='cristiani'/><category term='Ghana'/><title type='text'>10 - Ovest Africa</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>17</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-8106628319883257702</id><published>2012-02-01T15:00:00.000-08:00</published><updated>2012-02-01T15:04:39.418-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interviste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sahara Occidentale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marocco'/><title type='text'>‘Ultima opportunità per la pace tra Marocco e saharawi’</title><content type='html'>da &lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes"&gt;temi.repubblica.it/limes&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h4&gt;Intervista a Mohamed Abdelaziz&lt;/h4&gt;      &lt;div class="fb-like"&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="author"&gt;di Luca Attanasio&lt;/div&gt;  &lt;div class="summary"&gt;Il presidente della Repubblica araba saharawi  democratica mostra un cauto ottimismo in vista della ripresa dei  negoziati con il Marocco, a febbraio all'Onu. Se anche stavolta le  trattative fallissero, il ritorno alle armi sarebbe praticamente  inevitabile.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/limes/abbandonati-da-tutti-i-saharawi-sono-pronti-a-riarmarsi/27208"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Abbandonati da tutti, i saharawi sono pronti a riarmarsi&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://temi.repubblica.it/UserFiles/limes/Image/Carte/Sahara_occ500.jpg" alt="" align="absMiddle" /&gt; (Carta di Laura Canali)&lt;/div&gt;        &lt;p&gt;&lt;strong&gt;La sensazione, all’indomani del 13° congresso del Fronte polisario,&lt;/strong&gt;  celebrato a dicembre a Tifariti, nei territori liberati del Sahara  Occidentale, è che il momento per il popolo dei Saharawi sia  drammaticamente cruciale. La situazione, tra venti di guerra, voglia di  azione e segnali positivi, potrebbe evolvere a breve in un senso così  come nel suo opposto. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Un’occasione autorevole per fare il punto sulla questione&lt;/strong&gt;  la offre Mohamed Abdelaziz, presidente della Repubblica araba saharawi  democratica, di passaggio a Roma prima di raggiungere il XVIII vertice  dei capi di Stato e di governo dell’Unione Africana ad Addis Abeba. Con  lui, fresco di rinnovo del mandato ottenuto proprio al congresso,  parliamo del possibile ritorno alle armi, dei negoziati di febbraio con  la mediazione di Christopher Ross, di nuovi accordi sulla pesca a tutela  dei diritti dei Sahrawi, di primavera araba. Senza dimenticare il  dramma del rapimento di Rossella Urru e di due cooperanti spagnoli.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LIMES: Presidente Abdelaziz, il 13° è stato forse uno dei congressi più decisivi della storia del Fronte polisario.&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt;  Indubbiamente. Oltre alle questioni di normale amministrazione - tra le  quali vorrei segnalarle le nuove leggi emanate riguardanti misure atte a  favorire l’inserimento in posizioni apicali di donne e giovani -  abbiamo dovuto affrontare nodi straordinari; mai come questa volta ce  n’erano tanti. Ovviamente la pressione maggiore ci veniva dalla base e  da segmenti del partito, così come dai  movimenti politici che spingono  per abbandonare la via diplomatica, dato che per più di 20 anni non ha  dato frutti e visto che del referendum sull’autodeterminazione non vi è  ancora traccia (nel 1991 veniva siglato il cessate il fuoco tra Marocco e  Fronte polisario previa assicurazione di misure immediate per lo  svolgimento di un referendum sull’autodeterminazione, &lt;em&gt;ndr&lt;/em&gt;).  Siamo riusciti a convincere tutti ad aspettare ancora, a dare tempo ai  negoziati visto che stiamo per  entrare in una fase piena di novità.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LIMES: Cosa vi fa essere ottimisti?&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt; Ci  sono molti segnali positivi. Innanzitutto, a febbraio, quando andremo a  New York per il negoziato con i marocchini, auspice l’inviato dell’Onu  Christopher Ross, siederemo per la prima volta davanti a esponenti di un  governo totalmente rinnovato, nato all’indomani dell’approvazione di  una nuova costituzione. Inoltre, la situazione in tutta la regione è  profondamente mutata nell’ultimo anno: tutto il Maghreb e il Nord Africa  sono in fermento; all’interno dello stesso Marocco, il Movimento 20  febbraio chiede maggiori diritti per tutti i cittadini. La crisi  economica, poi, ha investito anche tutta l'area così come i paesi  storicamente favorevoli al Marocco. Insomma c’è molta carne al fuoco che  speriamo faccia riflettere gli interlocutori marocchini e li convinca  che la nostra richiesta, nel pieno rispetto della legalità  internazionale, è la più giusta: far esprimere i cittadini sulla  possibilità o no di autogovernarsi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LIMES: Di recente il parlamento europeo ha votato la  sospensione del trattato di pesca in vigore tra Ue e Marocco proprio per  tutelare i diritti dei Saharawi. Un altro segnale incoraggiante.&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt;  Assolutamente sì. Una presa di posizione ragionevole e giusta. Fino a  oggi tutti i proventi per la pesca effettuata nel mare prospiciente il  Sahara Occidentale, una zona tra le più pescose al mondo, andavano al  Marocco. Da oggi perché avvengano gli scambi bisognerà tenere conto   delle nostre istanze. Le faccio presente inoltre, che gli Stati Uniti,  da diversi anni, hanno stabilito che l’accordo di libero scambio col  Marocco non includa il Sahara Occidentale, perché né loro né l’Onu  riconoscono la sovranità marocchina sulla nostra terra. Insomma se prima  il Marocco godeva di immunità commerciale anche lì dove non aveva  riconoscimento politico, oggi dovrà ripensare le sue strategie. Detto  che andremo a New York pieni di fiducia e speranza, però, mi preme  ricordare che, nella malaugurata ipotesi che anche questa volta i  negoziati fallissero, sarà per noi molto difficile se non impossibile  scongiurare un ritorno alle armi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LIMES: È passato poco più di un anno da quando, come sostiene  Noam Chomsky, i saharawi hanno dato vita alla primavera araba,  accampandosi  a Gdeim Izik, nel Sahara Occidentale, chiedendo maggiori  diritti umani e lavoro. Che forma ha assunto nel frattempo il movimento?&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt;  Noi riponiamo molta fiducia in quella che chiamiamo intifada pacifica.  Ha riportato d’attualità la nostra questione, ha ridato forza e vitalità  al movimento politico, senza sparare un solo proiettile. Credo di poter  rivendicare con orgoglio di appartenere a uno dei pochi movimenti  politici al mondo che ha fatto della disillusione e della frustrazione  non un motivo per ricorrere alla violenza ma la ragione per scendere in  piazza pacificamente e chiedere maggiori diritti. Gdeim Izik, quello che  abbiamo chiamato l’accampamento della dignità, nel novembre 2010 è  stato un modello che nel giro di poco tempo ha trovato emuli in tutto il  mondo arabo, ed è stato soffocato nel sangue dalle Forze armate  marocchine.&lt;br /&gt;L’attività del movimento, in tante forme diverse, si è da  poco organizzata in un Coordinamento nazionale. Le proteste e le  manifestazioni continuano in molte città, anche al di fuori dei confini.  Alcuni esponenti erano presenti al Congresso e prendono pienamente  parte al processo politico in corso.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;  &lt;strong&gt;LIMES: Di recente, l’inviato personale del segretario delle  Nazioni Unite per il Sahara Occidentale, Christopher Ross, ha  dichiarato in un’intervista tutta la sua preoccupazione per la  situazione dei campi profughi saharawi, sostenendo che dagli anni ’70  non è migliorata affatto.&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt; Christopher Ross  conosce bene la nostra situazione; noi chiediamo da molto tempo che  siano dati più poteri alla Minurso (missione delle Nazioni Unite per il  referendum nel Sahara Occidentale) e che le venga concessa la delega per  il controllo sulla violazione dei diritti umani, ma il Marocco si  oppone e crea costantemente intralci. Oltre al governo, anche il  Coordinamento dei movimenti chiede che siano concessi più poteri alla  Minurso.  &lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;LIMES: A ottobre, proprio nei campi profughi Saharawi, sono stati rapiti tre cooperanti di cui una italiana, Rossella Urru.&lt;br /&gt;ABDELAZIZ:&lt;/strong&gt;  Per noi i cooperanti sono tradizionalmente parte della famiglia  saharawi. Siamo molto vicini alle loro famiglie, e oltre a esprimere  solidarietà, vogliamo rassicurarli: abbiamo moltiplicato gli sforzi e  stiamo facendo tutto il possibile per farli ritornare presto a casa.&lt;/p&gt; &lt;div class="data"&gt;(1/02/2012)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-8106628319883257702?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/8106628319883257702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2012/02/da-temi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8106628319883257702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8106628319883257702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2012/02/da-temi.html' title='‘Ultima opportunità per la pace tra Marocco e saharawi’'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-2798633318557003260</id><published>2011-10-14T05:56:00.000-07:00</published><updated>2011-10-14T05:59:33.322-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni 2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='2011'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tunisia'/><title type='text'>Test di democrazia per la Tunisia</title><content type='html'>&lt;span class="titolo_sezione_piccolo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;(da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.affarinternazionali.it"&gt;www.affarinternazionali.it&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso le elezioni&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;Valentina Palumbo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;14/10/2011&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              &lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Tahoma;font-size:85%;"&gt;&lt;img src="http://www.affarinternazionali.it/foto/tuni_election.jpg" align="left" border="0" height="100" hspace="5" vspace="5" width="150" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="testo_articoli"&gt;La  Tunisia si prepara ad eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in  quella che dovrebbe essere la prima elezione democratica della sua  storia. Dopo lo spostamento delle elezioni dal 24 luglio al 23 ottobre  2011, ulteriori rinvii dovrebbero essere esclusi. Anche la missione di  osservazione elettorale dell’Ue, del resto, ha avviato i suoi lavori già  il 23 settembre. Per la prima volta voteranno anche i cittadini  tunisini all’estero presso le proprie rappresentanze. L’Assemblea  costituente avrà il compito di redigere la nuova Costituzione e di  definire la struttura politico-istituzionale della Tunisia  post-autoritaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Nuova realtà &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La definizione del sistema elettorale, del calendario, della  ripartizione delle circoscrizioni elettorali è iniziata lo scorso  aprile, dopo la creazione dell’&lt;i&gt;Istanza superiore indipendente per le elezioni &lt;/i&gt;(Isie).  Composto da una commissione centrale con sede a Tunisi e da commissioni  a livello di circoscrizioni elettorali, il nuovo organismo sta  svolgendo un ruolo fondamentale anche in termini di informazione della  cittadinanza sulle modalità di registrazione e voto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Prima della caduta del presidente Zine El Abidine Ben Ali, il potere era concentrato in un unico partito, il &lt;i&gt;Rassemblement constitutionnel démocratique &lt;/i&gt;(Rcd).  Sebbene già prima della rivoluzione del 14 gennaio esistessero partiti  d’opposizione riconosciuti dal regime, le loro attività erano fortemente  controllate. Il rosso del partito di Ben Ali e il viola della  Presidenza dominavano le vie delle città e dei paesi nordafricani,  dimostrando che, in realtà, di partito ce n’era uno soltanto. Le  elezioni e la connessa propaganda elettorale erano una messinscena che, a  partire dal 1989 si ripeteva ogni cinque anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;b&gt;Frammentazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Alla caduta del regime è seguito un processo di legalizzazione di molte  formazioni politiche fino a quel momento clandestine o in esilio, come  ad esempio il Partito islamista &lt;i&gt;En’Nahda&lt;/i&gt;, e il &lt;i&gt;Parti communiste des ouvriers de Tunisie&lt;/i&gt;  (PcoT). I partiti che invece risultavano già legalizzati durante il  regime, rischiano di pagare oggi in termini elettorali le connivenze del  passato. Ma la Tunisia ha anche conosciuto partiti che, pur registrati,  hanno saputo dissociarsi dal potere centrale, al prezzo di una  progressiva marginalizzazione ed esclusione dai media e dai  finanziamenti pubblici. Ne sono un esempio il &lt;i&gt;Parti démocrate progressiste&lt;/i&gt; (Pdp) fondato dall’avvocato Néjib Chebbi, e il &lt;i&gt;Forum démocratique pour le travail et les libertés &lt;/i&gt;(Fdtl).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Gran parte dei centoundici partiti oggi autorizzati a svolgere attività  politica non esisteva prima del marzo 2011. Trovano rappresentanza nell’&lt;i&gt;Alta Istanza per la realizzazione degli obiettivi della Rivoluzione, della riforma politica e della transizione democratica&lt;/i&gt;,  istituzione rivoluzionaria non elettiva di carattere assembleare  destinata a scomparire dopo la redazione della nuova Costituzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Numerosi partiti hanno nomi e programmi molto simili. Sebbene il sistema  proporzionale e il metodo del “resto più forte”, (che mira a  depotenziare i partiti vincenti, in termini di seggi, premiando invece  quelli meno forti), siano stati voluti dall’&lt;i&gt;Alta Istanza &lt;/i&gt;per arginare il potenziale successo del partito islamista &lt;i&gt;En’Nahda&lt;/i&gt;,  sono solo una decina i partiti che, di fatto, hanno la possibilità di  ottenere una rappresentanza di qualche rilievo all’interno  dell’Assemblea Costituente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Spettro islamista&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;En’Nahda &lt;/i&gt;(la Rinascita), è nato nel 1981 ed è stato uno dei  partiti più perseguitati dal regime. Influenzato dai Fratelli Musulmani,  il partito ritiene Islam e democrazia inscindibili; si considera anche  emulatore del Pdk, il partito islamo-conservatore turco. Il suo leader,  Rached Ghannouchi, è vissuto in esilio in Inghilterra per molti anni, e  il suo rientro in Tunisia è stato accompagnato, nel gennaio 2011, da un  forte entusiasmo. L’assenza nel panorama tunisino di leader unanimemente  riconosciuti e di istituzioni consolidate, rendono l’approccio di &lt;i&gt;En’Nahda&lt;/i&gt;,  caratterizzata da riferimenti religiosi e da un messaggio  paternalistico, particolarmente efficace soprattutto nelle regioni più  povere del paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Altro grande favorito dai sondaggi è il &lt;i&gt;Parti démocrate progressiste&lt;/i&gt;,  che sembra godere di sostegni importanti anche in Francia, dove i  tunisini iscritti alle liste elettorali sono circa 600 mila. Il &lt;i&gt;Congrès pour la république &lt;/i&gt;(Cpr)  di Moncef Marzouki (ex presidente della Lega dei diritti dell’Uomo),  nato nel 2001, ma legalizzato solo dopo il 14 gennaio, gode di discreti  sostegni, come anche &lt;i&gt;Al Watan&lt;/i&gt;, partito di centrosinistra fondato da Ahmed Friaa (ministro degli Interni per breve tempo nel gennaio 2011) e Mohamed Jegham.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Pur essendo un partito storico e molto presente nel panorama rivoluzionario, non sembra avere invece molta presa elettorale il &lt;i&gt;Parti Communiste des ouvriers de Tunisie&lt;/i&gt; (Pcot). Qualche aspettativa stanno suscitando invece &lt;i&gt;Afek Tounes&lt;/i&gt;, creato da giovani quadri del mondo dell’impresa e con una linea politica liberale, e il &lt;i&gt;Parti du travail Tunisien &lt;/i&gt;(Ptt) di impronta prevalentemente sindacalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;b&gt;Grande incertezza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una delle questioni più controverse riguarda invece il finanziamento dei partiti. Il &lt;i&gt;Parti démocrate progressiste&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;En’Nahda&lt;/i&gt;  dispongono delle maggiori risorse finanziarie e sono contrari a porre  un tetto ai finanziamenti pubblici e privati. A giugno i due partiti  hanno abbandonato, in segno di protesta, l’organismo preposto alla  definizione del regolamento finanziario della campagna elettorale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; La legalizzazione di &lt;i&gt;En’Nahda &lt;/i&gt;ha rievocato lo spettro di una  deriva islamista del paese, trasformando la campagna elettorale in un  confronto più ideologico che politico. Le dichiarazioni dei membri del  partito e la storica collaborazione con altre formazioni  dell’opposizione non lasciano tuttavia presagire una sua svolta  radicale. Partiti islamisti di stampo più radicale, come il partito  salafita &lt;i&gt;Attahrir&lt;/i&gt;, del resto, non si sono registrati alle elezioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Nonostante quelle del 23 ottobre siano considerate le prime elezioni  democratiche della storia tunisina, il paese ha già conosciuto altri  momenti di apertura democratica (nel 1981 e nel 1987) cui è sempre  seguito un ripiegamento autoritario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sollevazione popolare come quella dello scorso gennaio, tuttavia, è  assolutamente inedita nella storia recente tunisina, il che può sembrare  di buon auspicio per lo sviluppo della democrazia. Le transizioni non  sono mai processi semplici o veloci, e nei paesi islamici la dimensione  religiosa non può essere semplicemente ignorata, ma va comunque  incanalata in modo efficace nell’alveo delle istituzioni democratiche.  Anche se queste, nella Tunisia di oggi, sono ancora tutte da inventare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;i&gt;Valentina Palumbo svolge la sua attività presso l'Ong Cvm (Comunità Volontari per il Mondo)&lt;/i&gt;.      &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-2798633318557003260?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/2798633318557003260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/10/test-di-democrazia-per-la-tunisia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/2798633318557003260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/2798633318557003260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/10/test-di-democrazia-per-la-tunisia.html' title='Test di democrazia per la Tunisia'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-9011512570778708971</id><published>2011-08-22T12:18:00.000-07:00</published><updated>2011-08-22T12:19:19.613-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Banca cinese per lo sviluppo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ghana'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cina'/><title type='text'>Ghana, al via dibattito sul finanziamento da tre miliardi di dollari dalla Cina</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; 	Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net/"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;		&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;	&lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;La cifra è stanziata per la costruzione di infrastrutture nel settore petrolifero e in quello del gas &lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/55/550/5509/55096.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;Il &lt;strong&gt;parlamento del Ghana&lt;/strong&gt; oggi ha iniziato &lt;strong&gt;il dibattito sul prestito di tre miliardi di dollari&lt;/strong&gt; che la &lt;strong&gt;Banca cinese per lo sviluppo&lt;/strong&gt; ha messo a disposizione &lt;strong&gt;per finanziare&lt;/strong&gt;, nello Stato africano, &lt;strong&gt;progetti infrastrutturali nel settore degli idrocarburi&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il finanziamento rientra in un accordo siglato nel settembre 2010 dal Ghana e dalla banca cinese per un totale di &lt;strong&gt;13 miliardi di dollari.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il  governo di Accra ha dichiarato che i fondi cinesi verranno usati  per  favorire l'industrializzazione del Paese. In parte, saranno usati  per  finanziare un gasdotto verso ovest, un oleodotto verso est e la   modernizzazione di alcune linee ferroviarie.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-9011512570778708971?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/9011512570778708971/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/08/ghana-al-via-dibattito-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/9011512570778708971'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/9011512570778708971'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/08/ghana-al-via-dibattito-sul.html' title='Ghana, al via dibattito sul finanziamento da tre miliardi di dollari dalla Cina'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-4783586630917923122</id><published>2011-07-27T12:45:00.000-07:00</published><updated>2011-07-27T12:47:00.836-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Algeria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arresti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='stampa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giornali'/><title type='text'>Algeria, arrestato corrispondente de Le Figaro</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "Peace Reporter" (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;L'uomo fermato mentre terminava le pratiche per la fondazione di un nuovo giornale&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/53/539/5391/53912.jpg" alt="" height="177" width="260" /&gt;Arezki Aït Larbi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;corrispondente&lt;/strong&gt; in Algeria del quotidiano francese &lt;strong&gt;Le Figaro&lt;/strong&gt; e direttore delle edizioni Koukou è stato arrestato dalla polizia algerina a &lt;strong&gt;Cheragam&lt;/strong&gt; a circa una ventina di chilometri dalla capitale. &lt;strong&gt;L'accusa per lui è quella di diffamazione e&lt;/strong&gt; il reato sarebbe stato compiuto cira quattro anni fa, fatto che rende nebuloso l'impianto accusatorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il giornalista, uno dei più noti nel Paese, è stato fermato proprio  mentre all'interno di un commissariato stava ultimando le pratiche per  la fondazione di un nuovo giornale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L'uomo era già stato &lt;strong&gt;arrestato nel 2007 nell'ambito della stessa inchiesta&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-4783586630917923122?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/4783586630917923122/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/algeria-arrestato-corrispondente-de-le.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/4783586630917923122'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/4783586630917923122'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/algeria-arrestato-corrispondente-de-le.html' title='Algeria, arrestato corrispondente de Le Figaro'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-8200634567531061195</id><published>2011-07-18T05:55:00.000-07:00</published><updated>2011-07-18T05:57:18.212-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Profughi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nigeria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Risorse'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Nigeria, stato di panico</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da "Peace Reporter" (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Borno, estreno nordest, migliaia di  civili in fuga, operazioni antiterrorismo condotte casa per casa e una  setta islamica, Boko Haram, che adesso fa davvero paura &lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: right;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/53/531/5317/53174.jpg" alt="" height="190" width="310" /&gt;Chi  può fugge, chi non può si barrica in casa e prega, mentre tutto va a  fuoco. Maiduguri, capitale del Borno, nell'estremo nordest della  Nigeria, si è quasi svuotata. &lt;strong&gt;E' una città in guerra&lt;/strong&gt;.  Migliaia di civili in fuga, l'esercito che dispone posti di blocco che  sembrano più numerosi dei semafori, attentati che si succedono a  distanza non più di giorni ma di ore. Qui è cominciata la sfida della &lt;strong&gt;setta radicale islamica di &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26111/Nigeria,+arrestati+92+membri+della+setta+islamica+Boko+Haram" target="_self"&gt;Boko Haram&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; contro le istituzioni nigeriane e qui ha lasciato le sue ferite più profonde. &lt;strong&gt;L'università (35 mila studenti) ha chiuso lunedì&lt;/strong&gt;, dopo che si erano diffuse voci circa un imminente attentato contro la sede. Si sono visti invece gli uomini del &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Joint Military Task Force&lt;/strong&gt; &lt;/em&gt;(Jmtf), una &lt;em&gt;combat force&lt;/em&gt;  precedentemente impiegata nella lotta contro il Mend nell'area del  Delta del Niger. Ironia della sorte, l'operazione del Jmtf si chiama &lt;em&gt;Restore Order&lt;/em&gt; ma ha prodotto solo il caos. I soldati hanno scatenato una &lt;strong&gt;caccia all'uomo &lt;/strong&gt;su  larga scala, casa per casa, in cerca di elementi della setta e dei loro  fiancheggiatori. I civili scappano anche da loro. Non si contano più le  testimonianze di uccisioni sommarie, saccheggi e taglieggi. Domenica  10, in un'operazione nei dintorni di Maiduguri, a Kalari, sobborgo di  London Ciki, sarebbero stati &lt;strong&gt;uccisi 30 civili&lt;/strong&gt;. "Dopo  l'esplosione di una bomba, di notte, i militari sono arrivati a bordo di  camion, sono entrati in tutte le case, hanno ucciso i nostri mariti,  hanno fatto uscire le donne e i bambini e poi hanno dato fuoco alle  nostre abitazioni", ha raccontato Zara'u Musa, una testimone, al  quotidiano &lt;em&gt;Daily Trust&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;A Kalari, le donne parlano ancora di &lt;strong&gt;Adhamu Abdullahi&lt;/strong&gt;,  un insegnante della scuola locale, rimasto ucciso durante l'operazione  del Jmtf. "Non era un terrorista", dicono in coro. Ma i militari non  vanno per il sottile. Sono decine le vittime "accidentali". La  contabilità ufficiale, che si riferisce allo scorso week end, parla di  41 morti: 11 membri di Boko Haram e 30 civili. Altre quattro persone  sono morte martedì, dopo esser state colpite da proiettili negli scontri  a fuoco tra esercito e miliziani. La situazione è tale che il  governatore dell'Anambra, &lt;strong&gt;Peter Obi&lt;/strong&gt;, da giorni minaccia  di chiedere il rientro della popolazione del suo stato che si trova  nelle aree di crisi e altrettanto ha fatto il suo  omologo dell'Abia. Ma  ormai è perfino difficile tracciare i confini delle zone problematiche,  perché Boko Haram, da quando ha scatenato la nuova offensiva, pochi  mesi fa, ha praticamente &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29157/Nigeria,+incubo+Boko+Haram" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;colpito in tutto il nord&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;:  nel Borno ma anche nel Bauchi, nel Kaduna, nel Katsina, nel Kebbi e  anche nel Niger. Ad Abuja, dove i miliziani hanno già fatto decine di  vittime, è stata imposta la chiusura anticipata di parchi e locali come  cinema, birrerie e pub. Ma l'angoscia è arrivata anche a Lagos,  nell'estremo sudovest del Paese, dalla parte opposta rispetto a  Maiduguri. Si è mossa anche l&lt;em&gt;'Arewa Consultative Forum&lt;/em&gt;,  un'associazione politico-culturale che riunisce importanti personalità  politiche del nord del Paese (Arewa vuol dire settentrionale nella  lingua Hausa, ndr), che ha chiesto al presidente &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28032/Nigeria%2C+elezioni+presidenziali%3A+Jonathan+verso+la+rielezione" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Goodluck Jonathan&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;  di aprire dei canali per una trattativa, consapevoli che Boko Haram  avrà anche un'agenda religiosa e punterà anche nominalmente  all'irrigidimento della sharia già in vigore i 12 stati, ma è andata  crescendo grazie ai consensi che le sono arrivati da fasce della  popolazione del nord musulmano, che dalla fine del governo dei generali  sperimentano una forte marginalità politica ed economica. Dopotutto,  questo è il discorso di molti opinionisti, l'insurrezione armata del  Mend, organizzazione attiva nel sud a prevalenza cristiana, nell'area  del delta del Niger, fu affrontata da un presidente del nord,&lt;strong&gt; &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/21776/Nigeria,+%E8+morto+il+presidente+nigeriano+Umaru+Yar%27Adua" target="_self"&gt;Omaru Yar'Adua&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  che nel 2009 offrì un'amnistia generale ai miliziani. Adesso potrebbe  accadere lo stesso, che un presidente del sud riesca a interloquire con  una milizia del nord. Ma occorre che Jonathan si sbrighi e soprattutto  riporti all'ordine i suoi generali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Perché &lt;strong&gt;la soluzione muscolare non sembra pagare&lt;/strong&gt;. Gli  apparati di sicurezza nigeriani non sono all'altezza del compito:  scarsa intelligence, scarsa preparazione e scarsi mezzi. Boko Haram,  anche al netto dei legami che sta intessendo con parte della galassia  qaedista attiva in Africa, resta una minaccia da affrontare con la  massima cautela, &lt;strong&gt;perché ha un enorme potenziale di destabilizzazione per un Paese&lt;/strong&gt; così grande e con un mosaico etno-religoso tanto complesso. La setta, che in una situazione di caos prolifera, ha &lt;strong&gt;lanciato un ultimatum&lt;/strong&gt; attraverso il suo portavoce &lt;strong&gt;Abu Zaid&lt;/strong&gt;:  vuole che i soldati del Jmtf si ritirino dal Borno. Solo dopo ci si  potrà sedere e negoziare. Lo chiedono anche gli anziani e i saggi delle  comunità dello stato. Ma il negoziato comporterebbe un riconoscimento  politico del gruppo. E poi, secondo problema, trattare su cosa? Ma Abuja  ha una possibilità per far calare la tensione senza calarsi le braghe:  il 19 luglioentrerà nel vivo il &lt;strong&gt;processo agli agenti accusati dell'omicido extragiudiziale di&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;Mohammed Yusuf&lt;/strong&gt;, fondatore di Boko Haram. Dalla sentenza arriveranno molte risposte ma nel frattempo&lt;strong&gt; la tensione è destinata a salire, &lt;/strong&gt;soprattutto&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;la  dichiarazione con cui il gruppo ha smentito di aver mai cercato di  attaccare l'università di Maiduguri: "Che problemi potremmo avere con  gli studenti? Il nostro obiettivo è Aso Rock", cioè la sede della  presidenza nigeriana.&lt;/p&gt; &lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;/div&gt; &lt;p style="color:#cc6600; text-align: right; font-size: 1.25em; font-weight: bold;"&gt;Alberto Tundo&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-8200634567531061195?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/8200634567531061195/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/nigeria-stato-di-panico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8200634567531061195'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8200634567531061195'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/nigeria-stato-di-panico.html' title='Nigeria, stato di panico'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-2653130486134380230</id><published>2011-07-07T05:28:00.000-07:00</published><updated>2011-07-07T05:30:54.944-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Religione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vittime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='rappresaglie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Aqim'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Mauritania'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Mauritania, ucciso un esponente di Aqim</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div style="font-weight: bold;" class="sottotitolo_singolo"&gt;Non ancora accertata l'identità  dell'uomo. L'esercito mauritano e quello maliano in stato d'allerta per  timore di rappresaglie da parte di al-Qaeda&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/52/526/5268/52680.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In un'operazione militare condotta lo scorso &lt;strong&gt;24 giugno&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;esercito della Mauritania&lt;/strong&gt; avrebbe &lt;strong&gt;ucciso &lt;/strong&gt;un esponente di rilievo della &lt;strong&gt;rete &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26642/Mauritania%2C+uccisi+tre+terroristi+che+volevano+colpire+la+capitale"&gt;terroristica&lt;/a&gt; del Sahel&lt;/strong&gt;, appartenente al gruppo di&lt;strong&gt; Abdelmalek Droukdel&lt;/strong&gt;. L'attacco, che aveva come obiettivo &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/24228/Mauritania%2C+aviazione+attacca+colonna+di+al-Qaeda+nel+nord+del+Mali"&gt;al Qaeda nel Maghreb islamico&lt;/a&gt; (Aqim)&lt;/strong&gt;, è avvenuto in Mali e ha provocato un alto numero di &lt;strong&gt;morti&lt;/strong&gt;,  sia terroristi che militari. Non è stata ancora resa definitiva  l'identità dell'uomo, che secondo la stampa algerina potrebbe essere &lt;strong&gt;Abdelhamid Abou&lt;/strong&gt; o il mauritano &lt;strong&gt;Khaled El-Chinguetti.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;É di oggi inoltre la notizia che &lt;strong&gt;l'esercito mauritano e quello maliano&lt;/strong&gt; si trovano in &lt;strong&gt;stato d'allerta&lt;/strong&gt;  lungo il confine, temendo un attacco da parte di al-Qaeda nel Maghreb  islamico. In entrambi i Paesi, l'intelligence locale si aspetta la &lt;strong&gt;vendetta &lt;/strong&gt;dei terroristi, dopo che questi hanno perso una ventina di uomini nell'attacco condotto alla base militare mauritana di &lt;strong&gt;Bassiknou&lt;/strong&gt;. Lo riferisce l'inviato della tv araba &lt;em&gt;al-Jazeera&lt;/em&gt;.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-2653130486134380230?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/2653130486134380230/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/mauritania-ucciso-un-esponente-di-aqim.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/2653130486134380230'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/2653130486134380230'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/07/mauritania-ucciso-un-esponente-di-aqim.html' title='Mauritania, ucciso un esponente di Aqim'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-5974944234528500565</id><published>2011-06-20T03:21:00.000-07:00</published><updated>2011-06-20T03:23:53.373-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='20 febbraio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casablanca'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='re'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='monarchia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marocco'/><title type='text'>Marocco, in migliaia in piazza a Casablanca per una monarchia parlamentare</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Le riforme fatte dal re sono considerate insufficienti dal Movimento del 20 febbraio&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/517/5174/51741.jpg" alt="" height="200" width="310" /&gt;Migliaia di persone&lt;/strong&gt; sono scese in piazza ieri a Casablanca, la più grande città del Marocco, per protestare &lt;strong&gt;contro le riforme costituzionali&lt;/strong&gt; presentate venerdì da re &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/29008/Marocco%2C+re+Muhammad+VI+proclamer%E0+monarchia+costituzionale" target="_self"&gt;Mohammed VI&lt;/a&gt;, definendole insufficienti. Il raduno è stato organizzato dal '&lt;strong&gt;Movimento del 20 febbraio&lt;/strong&gt;',  un gruppo che chiede una autentica monarchia parlamentare. "Questo  progetto di riforma non basta, non ci permetterà mai di mettere la  parola fine al sistema attuale, così il Marocco resterà una monarchia  assoluta", ha spiegato Ahmed Mediany, uno dei dirigenti locali del  movimento. Le proposte avanzate da Mohammed prevedono tra l'altro di &lt;strong&gt;conferire più autorità al primo ministro&lt;/strong&gt;,  ma il sovrano conserverà il controllo delle forze di sicurezza e  dell'esercito, oltre che delle istituzioni religiose del paese. Il suo  progetto sarà sottoposto al giudizio degli elettori in&lt;strong&gt; un referendum popolare&lt;/strong&gt; indetto per il 1 luglio prossimo. Centinaia di sostenitori del sovrano hanno organizzato una&lt;strong&gt; contro-manifestazione a favore delle riforme&lt;/strong&gt;.  Per evitare incidenti, il 'Movimento del 20 febbraio' ha deciso di  spostarsi in un'altra zona della città. Secondo le stime di alcuni  giornalisti occidentali, circa 10 mila persone hanno preso parte alla  protesta dell'opposizione, mentre gli organizzatori hanno parlato di  almeno 20 mila dimostranti. I sostenitori della riforma erano poche  centinaia. Una fonte governativa che ha chiesto di restare anonima ha  fornito stime opposte: la marcia dell'opposizione, ha detto, non ha  contato più di 2.500 partecipanti mentre i sostenitori della riforma  erano almeno 70 mila.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-5974944234528500565?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/5974944234528500565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/marocco-in-migliaia-in-piazza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/5974944234528500565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/5974944234528500565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/marocco-in-migliaia-in-piazza.html' title='Marocco, in migliaia in piazza a Casablanca per una monarchia parlamentare'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-1839569458861765652</id><published>2011-06-17T02:14:00.000-07:00</published><updated>2011-06-17T02:16:15.488-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Marocco'/><title type='text'>Marocco, re Muhammad VI proclamerà monarchia costituzionale</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right; font-style: italic;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;L'annuncio tv previsto per questa sera. Lingua berbera riconosciuta come ufficiale&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin-left: 5px; margin-right: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/5/51/516/5169/51690.jpg" alt="" height="155" width="290" /&gt;Secondo indiscrezioni riferite dalla tv satellitare &lt;em&gt;al-Arabiya&lt;/em&gt;, &lt;strong&gt;re Muhammad VI&lt;/strong&gt; annuncerà questa sera in televisione la &lt;strong&gt;nascita "di una monarchia parlamentare, costituzionale&lt;/strong&gt; e sociale che comprende anche il riconoscimento della &lt;strong&gt;minoranza berbera&lt;/strong&gt; e della sua lingua come lingua ufficiale del paese".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel discorso, il monarca dovrebbe affrontare anche il tema delle radici dell'identità marocchina, di cui fanno parte "le &lt;strong&gt;componenti dell'Andalusia araba, dell'Africa e quella ebraica marocchina&lt;/strong&gt;".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Questa sera il consigliere del re, Mohammed Mutasim, leggerà in diretta televisiva tutto il &lt;strong&gt;testo della nuova Costituzione&lt;/strong&gt;,  subito dopo la fine del discorso del monarca. Nel nuovo testo è  prevista "una forte collaborazione tra le istituzioni del regno e in  particolare tra la casa reale e il parlamento e le altre istituzioni".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;È inoltre prevista tra sabato e &lt;strong&gt;domenica un'assemblea dei rappresentati di tutti i partiti &lt;/strong&gt;politici marocchini, di maggioranza e opposizione, che studieranno capitolo per capitolo la nuova Costituzione.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;    &lt;a href="http://it.peacereporter.net/categoria/21/1/Politica" style="color:#000000;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-1839569458861765652?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/1839569458861765652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/marocco-re-muhammad-vi-proclamera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/1839569458861765652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/1839569458861765652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/marocco-re-muhammad-vi-proclamera.html' title='Marocco, re Muhammad VI proclamerà monarchia costituzionale'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-1746677835922970301</id><published>2011-06-02T14:29:00.000-07:00</published><updated>2011-06-02T14:31:59.499-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='democrazia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Infrastrutture'/><title type='text'>ECOWAS, UN MLD PER INFRASTRUTTURE E DEMOCRAZIA</title><content type='html'>Articolo tratto dall "Agi" (http://www.agi.it)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(AGIAFRO) - Abuja, 1 giu. - L'Ecowas, l'organizzazione che riunisce 15 nazioni dell'Africa occidentale con sede nella capitale nigeriana Abuja, ha stanziato oltre un miliardo di dollari per finanziare la costruzione di 107 progetti infrastrutturali in 14 Stati membri. Poco meno di 700 milioni saranno investiti nei trasporti e nell'energia, mentre i restanti 350 andranno a programmi per ridurre la poverta', aumentare la sicurezza e facilitare gli scambi commerciali alle frontiere. Lo stanziamento si affianca alle numerose iniziative varate ultimamente dall'Ecowas per innalzare le condizioni di vita nelle 15 nazioni che la compongono, con un occhio particolare a istruzione, salute, energia, fabbisogno alimentare, nuove tecnologie, diritti civili, sicurezza e moralita' nelle istituzioni pubbliche. (AGIAFRO)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-1746677835922970301?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/1746677835922970301/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/ecowas-un-mld-per-infrastrutture-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/1746677835922970301'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/1746677835922970301'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/06/ecowas-un-mld-per-infrastrutture-e.html' title='ECOWAS, UN MLD PER INFRASTRUTTURE E DEMOCRAZIA'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-8830450196916989873</id><published>2011-04-18T13:24:00.000-07:00</published><updated>2011-04-18T13:26:41.740-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='musulmani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cristiani'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nigeria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='violenze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Nigeria, Buhari rifiuta i risultati delle presidenziali. Scontri e morti nel nord del Paese</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;L'ex dittatore nigeriano sconfitto dal  cristiano Jonathan:"Risultati manipolati". Per la Croce Rossa numerosi  morti nelle violenze post-elezioni&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/48/483/4838/48385.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;Il generale &lt;strong&gt;Muhammadu Buhari&lt;/strong&gt;  ha contestato i risultati delle elezioni presidenziali svoltesi sabato  in Nigeria, che hanno visto affermarsi il capo di stato uscente&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/28032/Nigeria%2C+elezioni+presidenziali%3A+Jonathan+verso+la+rielezione" target="_self"&gt; &lt;strong&gt;Goodluck Jonathan&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;. L'ex generale nigeriano, per due anni a capo di una giunta militare,  ha fatto sapere, tramite il suo portavoce, &lt;strong&gt;Yinda Odumakin&lt;/strong&gt;,  di "non poter accettare le cifre rese note fin quando la commissione  elettorale non avrà effettuato controlli incrociati". L'accusa di Buhari  è di brogli e irregolarità, in particolare negli stati settentrionali  di &lt;strong&gt;Kano&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Katsina&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Le elezioni nigeriane hanno tra l'altro messo in evidenza la &lt;strong&gt;forte spaccatura&lt;/strong&gt;  tra il nord a maggioranza musulmana fedele al generale Buhari e il Sud  cristiano che ha preferito Jonathan. Proprio tale contrapposizione,  politica e civile, sembra essere alla base delle &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27880/Nigeria%2C+sangue+sul+voto.+Dieci+morti+in+due+attentati" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;violenze&lt;/strong&gt; scoppiate&lt;/a&gt;  dopo la pubblicazione dei risultati elettorali negli stati di Kano,  Kaduna, Katsina, Adamawa, Niger e Jigawa, dove, secondo quanto  dichiarato da un responsabile della &lt;strong&gt;Croce Rossa&lt;/strong&gt; "molte  persone sono state uccise e chiese, moschee, abitazioni sono state date  alle fiamme", aggiungendo che "tutti i volontari sono pronti ad  intervenire non appena la situazione si calmerà".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;strong&gt;Monsignor John Niyiring&lt;/strong&gt; ha riferito oggi alla &lt;em&gt;Misna&lt;/em&gt;,  l'agenzia dei missionari, che "un gruppo di giovani ha incendiato la  Chiesa cattolica della Santa Croce nel centro di Kano". Niyiring,  vescovo della città, roccaforte di un candidato musulmano sconfitto alle  elezioni, ha inoltre riferito che pattuglie dell'esercito sono giunte  per presidiare la zona teatro degli scontri. Due cattolici sarebbero  stati vittime di un pestaggio.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;    &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-8830450196916989873?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/8830450196916989873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/nigeria-buhari-rifiuta-i-risultati.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8830450196916989873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/8830450196916989873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/nigeria-buhari-rifiuta-i-risultati.html' title='Nigeria, Buhari rifiuta i risultati delle presidenziali. Scontri e morti nel nord del Paese'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-5855182044302179860</id><published>2011-04-13T13:11:00.000-07:00</published><updated>2011-04-13T13:16:10.536-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='donne'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ben Ali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tunisia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='uguaglianza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><title type='text'>Tunisia, svolta storica: parità uomo-donna nelle liste elettorali</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;); da quest'articolo in poi articoli anche sulla pagina fan di Facebook su "Il Mondo Futuro".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="sub_art_block" style="float: right;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;L'Alta commissione per la  realizzazione degli obiettivi della rivoluzione sceglie l'uguaglianza.  Continua intanto la persecuzione contro i fedeli di Ben Alì&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/47/479/4796/47969.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;La rivoluzione tunisina sorprende ancora. Nella notte tra lunedì e martedì, l'&lt;strong&gt;Alta commissione per la realizzazione degli obiettivi della rivoluzione&lt;/strong&gt;, creata per accompagnare il Paese verso &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27213/Tunisia%2C+a+luglio+le+elezioni+per+l%27assemblea+costituente" target="_self"&gt;l'elezione dell'Assemblea costituente&lt;/a&gt;, prevista per il &lt;strong&gt;24 luglio&lt;/strong&gt;  prossimo, ha preso una decisione senza precedenti nella storia della  Tunisia indipendente e del mondo islamico più in generale: le liste  elettorali verranno stese seguendo il &lt;strong&gt;principio di parità tra uomini e donne&lt;/strong&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La decisione della Commissione è stata presa all'&lt;strong&gt;unanimità,&lt;/strong&gt;  unendo in uno slancio democratico partiti fra loro anche molto diversi:  dagli islamisti di al-Nahda (Rinascimento) sino al Partito Comunista  degli operai tunisini. Curiosamente, soltanto una donna si è mostrata  contraria, l'&lt;strong&gt;economista Zuhur Kurda&lt;/strong&gt;, della nuova  formazione Congresso per la repubblica, per la quale in tal modo si  pregiudicano i partiti con poche donne, costretti a riempire le proprie  liste con "nomi decorativi".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;"E' una decisione storica senza precedenti e spero che serva da esempio", ha dichiarato orgoglioso il &lt;strong&gt;magistrato Mokhtar Yahyaoui&lt;/strong&gt;, già inviso al regime di &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26091/Tunisia%2C+Ben+Ali+alla+resa+dei+conti" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Ben Alì&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;,  ora membro della Commissione, che ha comunque precisato:"Le donne  entreranno numerose nell'Assemblea Costituente ma non raggiungeranno la  metà, perché la maggioranza dei capolista nelle circoscrizioni  continuerà ad essere costituita da uomini".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Prosegue intanto la &lt;strong&gt;caccia ai seguaci di Ben Alì&lt;/strong&gt;. La decisione finale della Commissione prevede l'&lt;strong&gt;espulsione dalla vita politica &lt;/strong&gt;di  tutti coloro che hanno ricoperto cariche di responsabilità nei 23 anni  di regime tunisino. Mohamed Ghariani, ultimo segretario del  Raggruppamento costituzionale democratico (Rcd), il &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27309/Tunisia%2C+sciolto+il+partito+di+Ben+Ali" target="_self"&gt;vecchio partito al potere ormai sciolto&lt;/a&gt;, è stato arrestato lo scorso lunedì.&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;    &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-5855182044302179860?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/5855182044302179860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/tunisia-svolta-storica-parita-uomo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/5855182044302179860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/5855182044302179860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/tunisia-svolta-storica-parita-uomo.html' title='Tunisia, svolta storica: parità uomo-donna nelle liste elettorali'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-7911451376782930948</id><published>2011-04-05T10:37:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T10:39:46.966-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Laurent Gbagbo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Diritti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costa d&apos;Avorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Onu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Popoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emergenza'/><title type='text'>Costa d'Avorio, Ue: 'E' emergenza umanitaria'. Generali Gbagbo offrono resa dietro protezione Onu</title><content type='html'>&lt;span class="sub_art_block" style="float: right;"&gt;&lt;span id="sharethis_0"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;L'allarme dell'Ue sulla delicata situazione interna seguito dalla richiesta di tregua da parte delle forze di Gbagbo&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/47/473/4731/47314.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;La commissaria europea per l'assistenza umanitaria &lt;strong&gt;Kristalina Georgieva&lt;/strong&gt; ha lanciato oggi un allarme circa il &lt;strong&gt;pericoloso &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27776/Costa+d%27Avorio%2C+verso+lo+scontro+finale" target="_self"&gt;stato d'emergenza&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; in cui versa il paese. In un'informativa distribuita ai suoi colleghi la Georgieva sottolinea in particolare la presenza di &lt;strong&gt;persone bisognose di assistenza&lt;/strong&gt;, oggi stimate in &lt;strong&gt;un milione&lt;/strong&gt;, ma che potrebbero '&lt;strong&gt;rapidamente raddoppiare&lt;/strong&gt;'.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Georgieva parla di un'emergenza &lt;strong&gt;"su larga scala&lt;/strong&gt;" alla quale la macchina dell'assistenza umanitaria '&lt;strong&gt;non è capace di rispondere in maniera adeguata&lt;/strong&gt;'.  Molte delle agenzie impegnate sul terreno 'non hanno agito in maniera  tempestiva per inviare sul posto personale adeguatamente preparato'.  Tale situazione è resa più complessa a causa dell'&lt;strong&gt;enorme difficoltà di accesso&lt;/strong&gt; ai territori da parte delle organizzazioni umanitarie, fortemente limitate da minacce e dai combattimenti in atto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La Georgieva avverte circa gli '&lt;strong&gt;enormi&lt;/strong&gt;' problemi umanitari, soprattutto per quanto riguarda la &lt;strong&gt;sicurezza dei civili&lt;/strong&gt;, l'&lt;strong&gt;assistenza medica&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;rifornimenti di cibo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;acqua potabile&lt;/strong&gt;. Secondo la commissaria, '&lt;strong&gt;l'Unione Europea deve essere pronta ad intervenire &lt;/strong&gt;destinando all'emergenza nuove risorse'. I servizi umanitari della Commissione si sono già mossi per aprire &lt;strong&gt;un ufficio ad Abidjan&lt;/strong&gt; e hanno espresso la volontà di &lt;strong&gt;rafforzare il coordinamento&lt;/strong&gt; degli interventi di tutti gli operatori presenti in Costa d'Avorio.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Nel frattempo il capo di stato maggiore dell'esercito fedele a &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27785/Costa+d%27Avorio%2C+Gbagbo+tratta+la+resa" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Gbagbo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, il generale &lt;strong&gt;Philippe Mangou&lt;/strong&gt;, ha chiesto un &lt;strong&gt;cessate il fuoco&lt;/strong&gt; al contingente Onu, mentre altri due generali, &lt;strong&gt;Dogbo Blé&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Konan Boniface&lt;/strong&gt; appartenenti alle Forze d'Assalto della Marina (FUMACO), stanno trattando una&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27675/Costa+d%27Avorio%2C+l%27ora+della+resa" target="_self"&gt; &lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27675/Costa+d%27Avorio%2C+l%27ora+della+resa" target="_self"&gt;resa&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;con le truppe di Oattara, vincitore delle ultime elezioni presidenziali.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il gruppo dei fedeli stretti attorno all'ex-presidente chiedono la&lt;strong&gt; &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27453/Costa+d%27Avorio%2C+il+dilemma+di+Gbagbo" target="_self"&gt;fine delle ostilità&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt; e l'abbandono da parte di Gbagbo del posto di comando a condizione che egli riceva la &lt;strong&gt;totale protezione da parte dell'Onu&lt;/strong&gt;. Il portavoce del suo governo, rimasto ormai senza alcuna legittimità internazionale, &lt;strong&gt;Ahoua Don Mello&lt;/strong&gt; ha infatti confermato che 'sono in corso trattative dirette che si basano sulle raccomandazioni dell'&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27376/Costa+d%27Avorio%2C+Ouattara+riconfermato+presidente+dall%27Unione+africana" target="_self"&gt;&lt;strong&gt;Unione Africana&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; secondo la quale il presidente è Alassane Ouattara'. Sempre secondo quanto affermato da De Mello, 'seguono i &lt;strong&gt;negoziati per la sicurezza fisica e giuridica&lt;/strong&gt; dei sostenitori di Gbagbo e dei suoi parenti'.&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-7911451376782930948?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/7911451376782930948/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/costa-davorio-ue-e-emergenza-umanitaria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/7911451376782930948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/7911451376782930948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/costa-davorio-ue-e-emergenza-umanitaria.html' title='Costa d&apos;Avorio, Ue: &apos;E&apos; emergenza umanitaria&apos;. Generali Gbagbo offrono resa dietro protezione Onu'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-375916447761532713</id><published>2011-04-05T10:30:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T10:32:21.365-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costa d&apos;Avorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='guerra civile'/><title type='text'>Costa d'Avorio, bagno di sangue nell'ovest. Da Abidjan voci di un colpo di stato</title><content type='html'>&lt;div class="titolo_singolo"&gt;  Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;a href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;        &lt;span class="sub_art_block" style="float: right;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Dalla capitale commerciale, piegata da  tre giorni di guerra, arrivano indiscrezioni circa un imminente golpe.  Cri: 800 morti a Duékoué&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="margin-left: 5px; margin-right: 5px; float: right;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/47/471/4718/47180.jpg" alt="" width="310" height="174" /&gt;"Non c'é più nessuna certezza, è la &lt;strong&gt;catastrofe totale&lt;/strong&gt;". Questo scrivono quei pochi giornalisti ivoriani che riescono a far filtrare i loro racconti. &lt;strong&gt;Ad &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27218/Costa+d%27Avorio,++Abidjan%3A+zona+di+guerra" target="_self"&gt;Abidjan è guerra&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.  Mortai, elicotteri d'attacco che volteggiano nei cieli, la popolazione  terrorizzata non esce più di casa mentre sciacalli e disperati assaltano  i negozi, dopo aver divelto le saracinesche. &lt;strong&gt;Terzo giorno di combattimenti nella capitale commerciale della Costa d'Avorio&lt;/strong&gt;, cominciati giovedì con l'arrivo delle Forze repubblicane (Rfci), il nuovo &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27675/Costa+d%27Avorio%2C+l%27ora+della+resa" target="_self"&gt;esercito creato nemmeno due settimane&lt;/a&gt; fa dal &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27376/Costa+d%27Avorio%2C+Ouattara+riconfermato+presidente+dall%27Unione+africana" target="_self"&gt;legittimo&lt;/a&gt; presidente &lt;strong&gt;Alassane Ouattara&lt;/strong&gt;, nel tentativo di rovesciare l'ex capo dello stato, il golpista&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26123/Costa+d%27Avorio%2C+una+delegazione+di+leader+africani+offrir%E0+amnistia+a+Gbagbo" target="_self"&gt; &lt;strong&gt;Laurent Gbagbo&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;In queste ore si stanno diffondendo &lt;strong&gt;voci di un colpo di stato attuato dall'esercito&lt;/strong&gt;.  Buona parte delle forze armate era fin qui rimasto fedele a Gbagbo ma  dall'inizio della crisi, degenerata ora in un confronto armato e nella &lt;strong&gt;guerra civil&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;e&lt;/strong&gt;,  soldati e ufficiali hanno continuato a defezionare. Adesso, davanti al  collasso di Abidjan, potrebbero mettere agli arresti Laurent Gbagbo e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/25927/Costa+d%27Avorio%2C+il+ritorno+degli+squadroni" target="_self"&gt;Charles Ble Goudè&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  l'anima nera del regime, il ministro della Gioventù, fondatore della  violenta milizia dei Giovani Patrioti. La notizia clamorosa è che  potrebbe autoproclamarsi presidente il generale &lt;strong&gt;Dogbo Ble Brunot&lt;/strong&gt;. Questo dicono le indiscrezioni che arrivano dalla capitale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Situazione catastrofica anche nel resto del Paese. La Croce Rossa internazionale (Cri), dopo una visita della città di &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27668/Costa+d%27Avorio%2C+truppe+fedeli+a+Ouattara+conquistano+citt%E0-chiave+di+Duekou%E9" target="_self"&gt;Duékoué&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;,  nell'ovest, ha parlato di violenze scioccanti. Duékoué, centro di  grande importanza strategica, perché all'incrocio dei principali assi  viari nord-sud ed est-ovest, martedì è stato teatro di una &lt;strong&gt;battaglia violentissima&lt;/strong&gt; tra l'Rfci e le forze pro-Gbagbo.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Qui, nella sola giornata di martedì, sarebbero morte centinaia di  persone, circa 800, dice Cri. Mercoledì i soldati di Ouattara che, prima  dell'inizio della massiccia offensiva, controllavano il nord e alcuni  distretti settentrionali della capitale commerciale Abidjan, hanno  conquistato la cittadina.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;I soldati dell'Rfci, negli ultimi giorni hanno guadagnato terreno,  espugnando la capitale politica, Yamoussoukro, arrivando a San Pedro, a  sud, centro portuale di grande rilevanza e &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27720/Costa+d%27Avorio%2C+le+truppe+di+Ouattara+sono+alle+porte+di+Abidjan" target="_self"&gt;spingendosi fino ad Abidjan&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;.  Qui, da venerdì infuriano gli scontri tra le Forze di Difesa e  Sicurezza, schierate con Gbagbo, l'Rfci e i "Commando invisibili",  miliziani fedeli a un ex comandante delle&lt;em&gt; Forces Nouvelles&lt;/em&gt;, la  guerriglia che dall'inizio della crisi - lo scorso novembre - aveva  preso le parti, e messo sotto tutela, il presidente Ouattara.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ieri si sono registrati lunghi &lt;strong&gt;scontri a fuoco nei dintorni del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/27729/Costa+d%27Avorio%2C+i+soldati+di+Ouattara+circondano+la+residenza+di+Gbagbo" target="_self"&gt;palazzo presidenzial&lt;/a&gt;e&lt;/strong&gt;. Anche oggi, in ogni distretto dell'enorme città, si sentono spari. La popolazione è chiusa in casa, riferisce la&lt;em&gt; Bbc&lt;/em&gt;.  Negozi, scuole e uffici sono tutti chiusi, non c'è nessuno per strada.  Secondo alcuni testimoni, luogotenenti di Gbagbo starebbero&lt;strong&gt; distribuendo armi a bande di ragazz&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-375916447761532713?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/375916447761532713/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/costa-davorio-bagno-di-sangue-nellovest.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/375916447761532713'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/375916447761532713'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/04/costa-davorio-bagno-di-sangue-nellovest.html' title='Costa d&apos;Avorio, bagno di sangue nell&apos;ovest. Da Abidjan voci di un colpo di stato'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-3595308170437085223</id><published>2011-02-25T12:44:00.000-08:00</published><updated>2011-02-25T12:45:46.519-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Elezioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tunisia'/><title type='text'>Tunisia, elezioni entro la metà di luglio</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://it.peacereporter.net"&gt;http://it.peacereporter.net&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;Non si ha notizia se saranno elezioni presidenziali o legislative&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/45/451/4513/45130.jpg" alt="" width="290" height="157" /&gt;Entro la metà di &lt;strong&gt;luglio&lt;/strong&gt; si &lt;strong&gt;terranno&lt;/strong&gt; le &lt;strong&gt;elezioni&lt;/strong&gt; in Tunisia. La notizia è stata da poco diffusa dall'agenzia Tap che ha citato il governo provvisorio tunisino.&lt;br /&gt;Il governo provvisorio non ha specificato se le &lt;strong&gt;elezioni&lt;/strong&gt; che si terranno saranno &lt;strong&gt;legislative o presidenziali.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-3595308170437085223?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/3595308170437085223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/02/tunisia-elezioni-entro-la-meta-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/3595308170437085223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/3595308170437085223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/02/tunisia-elezioni-entro-la-meta-di.html' title='Tunisia, elezioni entro la metà di luglio'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-6883697226653609357</id><published>2011-02-23T06:29:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T06:38:21.724-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='soldati'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='referendum'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='separatismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Senegal'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Armi'/><title type='text'>Senegal, il paese non permetterà la separazione della Casamance: interrotti i rapporti con Teheran</title><content type='html'>&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da Peace Reporter (http://it.peacereporter.net)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;div class="sottotitolo_singolo"&gt;La repubblica islamica è stata accusata di fornire armi ai ribelli separatisti che desiderano l'indipendenza dal 1982&lt;/div&gt;&lt;div class="articolo"&gt; &lt;p&gt;&lt;img style="float: right; margin: 5px;" src="http://it.peacereporter.net/upload/4/44/448/4488/44883.jpg" alt="" width="290" height="155" /&gt;Lo scorso lunedì il governo senegalese ha negato ogni possibilità di organizzare un &lt;strong&gt;&lt;a href="http://it.peacereporter.net/ricerca.php?titolo=referendum&amp;amp;testo=&amp;amp;keyword=&amp;amp;numero=20" target="_blank"&gt;referendum&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;per l'autodeterminazione e l'&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26841/Yemen%2C+in+tremila+manifestano+per+la+secessione+del+sud" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;indipendenza&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; della regione del &lt;strong&gt;Casamance&lt;/strong&gt;, nel sudt del Paese.  La richiesta era stata inoltrata all'&lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26408/Costa+d%27Avorio%2C+fallita+mediazione+Unione+Africana" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Unione africana&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; da un leader del &lt;strong&gt;movimento delle forze democratiche della Casamance &lt;/strong&gt;(&lt;strong&gt;Mfdc&lt;/strong&gt;), il maggior gruppo separatista nazionale. Un portavoce del governo, &lt;strong&gt;Moustapha Guirassy&lt;/strong&gt;, ha fatto sapere attraverso il quotidiano senegalese&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;&lt;em&gt;Le Soleil &lt;/em&gt;che la situazione della Casamance non è comparabile a quella sudanese perche "il Senegal, al contrario del &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26977/Sudan%2C+per+evitare+proteste+al-Bashir+annuncia+che+non+si+ricandider%E0" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Sudan&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, ha un contratto sociale fondato sulla laicità, la democrazia, le libertà di opinione e di culto".&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La regione, separata dal resto del paese dal Gambia, è percorsa dal  1982 da moti per l'indipendenza. L'accordo di pace raggiunto nel 2004  non è  stato riconosciuto da alcune frange separatiste che proseguono  tutt'ora la &lt;strong&gt;lotta armata&lt;/strong&gt;: negli ultimi due mesi nella regione sono stati uccisi almeno 15 soldati.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il governo senegalese ha tagliato le relazioni con la repubblica  islamica iraniana, accusandola attraverso un comunicato televisivo di  fornire armi alla resistenza.  Durante lo scorso ottobre erano stati  sequestrati mortai e razzi ad un presunto membro della &lt;strong&gt;guardia rivoluzionaria iraniana&lt;/strong&gt; in Nigeria che è poi stato processato.  &lt;a href="http://it.peacereporter.net/articolo/26893/L%27Iran+accusa+gli+Usa+di+avere+fomentato+la+rivolta+di+Teheran" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Teheran&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; non si è ancora pronunciata sull'accaduto.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Breve commento: personalmente sono contrario alla separazione di uno Stato (e futuro "catepo") piccolo come il Senegal, che, con i suoi 196 mila kmq, rientra grosso modo nell'intorno medio dei catepi (200.000-800.000 kmq).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;    &lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-6883697226653609357?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/6883697226653609357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/02/senegal-il-paese-non-permettera-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/6883697226653609357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/6883697226653609357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/02/senegal-il-paese-non-permettera-la.html' title='Senegal, il paese non permetterà la separazione della Casamance: interrotti i rapporti con Teheran'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-9118975292579251046</id><published>2011-01-15T02:35:00.000-08:00</published><updated>2011-01-15T02:42:49.001-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laicità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dittatura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tunisia'/><title type='text'>Da idolo del ceto medio a tiranno così Ben Ali ha costruito un incubo</title><content type='html'>Articolo tratto da "La Repubblica" (http://www.repubblica.it)&lt;br /&gt;&lt;div class="body-text"&gt;                                                              &lt;h3&gt;Ma per gli occidentali era un  alleato laico nel mondo musulmano. Lui e la famiglia della seconda  moglie Leila controllavano i media e tutte le attività economiche del  paese&lt;/h3&gt;                               &lt;em class="author"&gt;di BERNARDO VALLI&lt;/em&gt;                                                      &lt;div class="sidebar"&gt;                                                                                                          &lt;p&gt;                             &lt;img src="http://www.repubblica.it/images/2011/01/15/081712246-ddbebb68-883c-4f57-b472-ae2859484b52.jpg" alt="Da idolo del ceto medio a tiranno  così Ben Ali ha costruito un incubo" title="Da idolo del ceto medio a tiranno  così Ben Ali ha costruito un incubo" width="300" height="691" /&gt;                             &lt;span&gt;Il presidente della Tunisia, Zine El-Abidine Ben Ali&lt;/span&gt;                         &lt;/p&gt;                                                                                                           &lt;/div&gt;                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        ZINE EL ABIDINE BEN ALI aveva  appena cominciato il suo quinto mandato presidenziale. A 74 anni era  stato rieletto trionfalmente nell'ottobre 2009 e nessuno dubitava, fino a  qualche settimana fa, che nel 2014 si sarebbe riproposto come capo  dello Stato, poiché era convinto di essere insostituibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per  quasi un quarto di secolo i fatti gli avevano dato ragione. Poi,  improvvisa, è esplosa la rivolta popolare. La pacifica, mite Tunisia,  terra di turismo e con una lunga tradizione commerciale, non presidiata  dai militari come la vicina Algeria, né grintosa come il Marocco, si è  stufata di quel presidente autoritario e affarista. E l'ha cacciato a  furor di popolo. Può darsi che i successori, racimolati di gran fretta  dall'esercito per evitare un pericoloso vuoto di potere, siano in realtà  dei pretoriani, pronti a difendere nei limiti del possibile gli  interessi dell'esule. Ma resta il fatto che il Maghreb ha perduto un  dittatore e che gli occidentali (Stati Uniti, Francia, Italia) hanno un  alleato "laico" in meno nel mondo musulmano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La notizia della  precipitosa fuga di Ben Ali da Tunisi non è stata certo accolta con  indifferenza nei palazzi presidenziali del Maghreb. È arrivata come un  annuncio di possibili future sventure. E a Washington, a Parigi, a Roma,  nonostante le caute dichiarazioni o i silenzi imbarazzati, si sta in  queste ore rimpiangendo un alleato che non brillava per il suo fervore  democratico, ma che era considerato un nemico sicuro dell'integralismo  islamico. Quindi un amico. La   gioia dei tunisini è altrove fonte di preoccupazione. Per noi,  al di là del Mediterraneo si è manifestata in queste ore una volontà  popolare che, nell'impossibilità di praticare la democrazia, ha condotto  a una liberazione,   sia pure ancora da identificare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando  ventitre anni fa, il 7 novembre 1987, prese il potere «senza violenza  ed effusione di sangue», Ben Ali fu salutato con simpatia persino dagli  islamisti, che pur lo conoscevano come un poliziotto esperto nella  repressione. Era allora primo ministro e ministro degli Interni, dopo  essere stato capo della polizia ma anche diplomatico. Tra l'altro  ambasciatore in Polonia. Nato in una famiglia modesta, della città  costiera di Hammam Sousse, aveva salito tutti i gradini della gerarchia  militare, frequentando anche accademie militari in Francia e negli Stati  Uniti. Parlava un pessimo francese con un accento arabo-americano.  Habib Bourguiba, il padre della patria, era ormai afflitto da una  progressiva senilità e Ben Ali, ritenendosi il suo delfino, lo relegò in  una residenza sorvegliata, senza troppi complimenti. Si parlò di un  «colpo di Stato medico».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nuovo presidente fu salutato come un  salvatore della patria che versava in pessime condizioni economiche e  che si diceva fosse insidiata da un partito integralista islamico  (Ennahdha) impegnato in innumerevoli e imprecisati complotti. Lui, Ben  Ali, rilanciò l'economia gettando le basi di un liberismo nuovo per il  paese e schiacciò il partito integralista. Ebbe anche impennate  democratiche, poiché abolì il principio della "presidenza a vita" del  tempo di Bourghiba e limitò a tre il numero dei mandati, che poi  aumentarono via via che prendeva gusto ad esercitare il potere. Promosse  persino una politica sociale detta di solidarietà, istituendo fondi  speciali destinati ai più poveri, o alla creazione di un sistema di  sicurezza sociale. Sull'esempio del predecessore, che aveva fatto della  donna tunisina una delle più libere del mondo arabo, si dedicò per un  certo periodo anche all'emancipazione femminile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre diventava  l'idolo delle classi medie, favorite dal rapido sviluppo economico (la  crescita è stata per anni superiore al 5 per cento); Ben Ali sviluppava  al tempo stesso, e con identico zelo, la sua inclinazione alla  repressione poliziesca. Non soltanto nei confronti degli islamisti, ma  anche di qualsiasi oppositore, subito definito di sinistra. Cosi ha  creato un'atmosfera da incubo. Le intercettazioni telefoniche estese a  tutte le classi sociali rendevano le conversazioni enigmatiche, fitte di  sottintesi. Negli anni Novanta le prigioni tunisine si sono riempite di  persone che avevano osato criticare il regime. I giornalisti e i  sindacalisti erano le vittime preferite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a uomini di  fiducia, spesso parenti di Leila, la seconda moglie, il presidente si è  impadronito dei principali mezzi di comunicazione: quotidiani, radio,  televisione. Mentre la famiglia Trabelsi, quella della moglie, e i clan  alleati, allungavano le mani su tutte le altre attività economiche del  paese: le banche, le compagnie aree, le rappresentanze di automobili di  lusso, spesso tedesche, le compagnie di navigazione, i cellulari e tutti  gli strumenti elettronici. Senza contare le residenze più pregiate,  sulla costa, verso Gabez o verso Biserta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno dei pilastri del  regime era Abdelwahab Abdallah, capo di un organismo incaricato di  controllare i massmedia, nazionali e internazionali. Compito di Abdallah  era di far apparire Ben Ali come uno scudo contro l'islamismo radicale.  A questo fine venivano inventate crisi più o meno gravi, presentate  come minacce alla laicità. Lo slogan, che non lasciava indifferenti le  cancellerie occidentali, era: «Gli estremisti amici di Bin Laden  vogliono il potere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E gli alleati occidentali abboccavano  all'amo, al punto da trascurare il carattere sempre più poliziesco del  regime, e l'abbandono progressivo di quella politica sociale che Ben Ali  aveva abbozzato all'inizio del suo lungo potere. Che importava se le  galere erano piene, dal momento che chi le riempiva era un fiero  avversario dell'estremismo islamico? Nel 2007 l'economia tunisina era  classificata la migliore dell'Africa, e al tempo stesso i difensori dei  diritti umani giudicavano il regime tunisino uno dei più liberticidi. La  crisi ha attenuato i vantaggi economici, mettendo ancor più in risalto  la repressione. E la Tunisia è esplosa.&lt;br /&gt;                                              &lt;/div&gt;          &lt;p class="disclaimer clearfix"&gt;                      &lt;span&gt;(15 gennaio 2011)&lt;/span&gt;                  © Riproduzione riservata     &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-9118975292579251046?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/9118975292579251046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/01/da-idolo-del-ceto-medio-tiranno-cosi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/9118975292579251046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/9118975292579251046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2011/01/da-idolo-del-ceto-medio-tiranno-cosi.html' title='Da idolo del ceto medio a tiranno così Ben Ali ha costruito un incubo'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3942707833434381298.post-7409646987907610939</id><published>2010-12-30T08:22:00.000-08:00</published><updated>2010-12-30T08:25:59.205-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Costa d&apos;Avorio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='interno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='CEDEAO'/><title type='text'>Consensi per Ouattara ma Gbagbo non molla</title><content type='html'>&lt;div class="gallery-image allBig"&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Articolo tratto da RSI.ch (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-style: italic;" href="http://info.rsi.ch"&gt;http://info.rsi.ch&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;):&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://media-public.pmm.rtsi.ch/media/object/rtsi/71637690-233f-4614-852b-f1e2a5d61fc4?width=460&amp;amp;height=420" /&gt; &lt;span&gt;Laurent Gbagbo ed il suo nuovo governo (foto Keystone)&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;/div&gt; &lt;h4&gt;In Costa d'Avorio il presidente uscente non vuole accettare la sconfitta&lt;/h4&gt; &lt;p&gt;La  Comunità economica dei Paesi dell'Africa Occidentale (CÉDÉAO) ha  riconosciuto oggi Alassane Ouattara come presidente eletto della Costa  D'Avorio ed ha chiesto al suo rivale Laurent Gbagbo di lasciare il  potere immediatamente.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La CÉDÉAO, oggi in riunione straordinaria  ad Abuja (Nigeria), ha anche detto di aver sospeso la Costa D'Avorio  dall'organizzazione. Si tratta dell'ennesimo tentativo fatto dalla  comunità internazionale di costringere il presidente uscente Gbagbo ad&lt;br /&gt;accettare  la sconfitta, certificata dalla Commissione elettorale nazionale e  dalle Nazioni Unite. E di fronte alla crescente tensione presente nel  paese africano l'ONU ha deciso di evacuare il personale non essenziale  (460 persone su 10'000) verso la Gambia.&lt;/p&gt; &lt;h4&gt;In totale 28 morti&lt;/h4&gt; &lt;p&gt;Dal  26 novembre gli scontri con le forze di sicurezza e fra i partigiani  delle due fazioni ha fatto almeno 28 morti e 280 feriti secondo le cifre  fornite dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR).&lt;br /&gt;Sul  piano politico governo uscente e opposizione proseguono su binari  paralleli: sia Ouattara che Gbagbo hanno nominato un loro premier e  alcuni ministri. Stamane Guillaume Soro, primo ministro di Ouattara ha  attaccato frontalmente il presidente uscente definendolo "un dittatore"  ed ha chiesto agli ivoriani, agli africani e alla comunità  internazionale di farlo partire.&lt;/p&gt;                 &lt;div class="mose-component maxlet content viewing" id="mose1293725863918:others1/box"&gt;       &lt;div class="maxlet-contents columns" id="mose1293725863918:others1/box-others1/box__contents_"&gt;  &lt;/div&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3942707833434381298-7409646987907610939?l=10ovestafrica.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/feeds/7409646987907610939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2010/12/consensi-per-ouattara-ma-gbagbo-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/7409646987907610939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3942707833434381298/posts/default/7409646987907610939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://10ovestafrica.blogspot.com/2010/12/consensi-per-ouattara-ma-gbagbo-non.html' title='Consensi per Ouattara ma Gbagbo non molla'/><author><name>Michele</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04843490705117910881</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='27' height='32' src='http://bp0.blogger.com/_JBoegPxfbNU/R9r2Ljq--yI/AAAAAAAAAH8/dsZyaWA2JAQ/S220/Kant.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
