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venerdì 26 settembre 2014

La corsa alle presidenziali tunisine

da www.lookoutnews.it

In settanta si contenderanno il 23 novembre la carica di presidente in Tunisia. Ecco il profilo dei dieci candidati favoriti

A Tunisian boy waves a flag as he runs during a rally in Tunis to mark the third anniversary of the Tunisian revolutionSi sono ufficialmente chiuse il 22 settembre le registrazioni per la candidatura alle prossime presidenziali tunisine del 23 novembre. Benché prima di questo appuntamento elettorale siano in programma le elezioni legislative del 26 ottobre, tutta l’attenzione mediatica nazionale è concentrata sulla corsa alla poltrona per il palazzo di Cartagine. Le lobby e i gruppi d’interesse sono ormai attivi per sponsorizzare i propri candidati, già si intravedono le prime lotte intestine all’interno dei vari partiti. È il caso dell’espulsione in Nidaa Tounes di due membri, Omar Shabou e Noureddine Ben Ticha, i quali si sono opposti alla candidatura del leader del partito Beji Caid Essebsi sostenendo invece Mustapha Kamel Nabli, ex governatore della Banca Centrale di Tunisi.

Dispute simili riguardano anche altri partiti, soprattutto quelli dell’area liberal-democratica, concentrati esclusivamente sulle presidenziali. Questa situazione potrebbe andare a tutto vantaggio di Ennahda. Il partito islamista infatti si è detto disinteressato alla corsa presidenziale, puntando piuttosto a vincere le elezioni legislative.

Una questione che sta facendo molto discutere in questi giorni e che ha generato seri dubbi rispetto alla credibilità delle presidenziali è il numero totale dei candidati. Al riconteggio finale del 23 settembre i nomi della rosa sono stati 70, un record mondiale che rischia di risultare sproporzionato rispetto al numero di elettori che si presenteranno a votare.

Tra i 70 candidati, oltre coloro che sono destinati al ruolo di semplice comparsa, figurano diversi uomini delle istituzioni che hanno già fatto parte di governi passati o che fanno parte dell’attuale esecutivo.

Ecco il profilo dei dieci candidati dati per favoriti:

Beji Caid Essebsi: Leader di Nidaa Tounes, avvocato e uomo di Stato. In passato è stato ministro dell’Interno, della Difesa, degli Esteri e per una breve parentesi, dopo la rivoluzione del 2011, primo ministro. Consigliere del presidente Habib Bourguiba e direttore della Sicurezza Nazionale negli anni Sessanta, è stato ambasciatore a Parigi e a Bonn negli anni Ottanta.

Mustapha Ben Jaafar. Presidente dell’Assemblea Nazionale Costituente dal novembre 2011, medico di professione e segretario generale di Ettakatol (Forum democratico per il Lavoro e le Libertà). In passato è stato partigiano del movimento dei democratici socialisti (MDS) di cui è stato fondatore nel 1978.

Moncef Marzouki. Attuale presidente provvisorio della Repubblica dal 2011, politico, scrittore, medico e militante per i diritti umani. Ha fondato nel 2001 il Congresso per la Repubblica (CPR).

Hamma Hammami. Portavoce della coalizione Fronte Popolare e segretario generale del Partito dei Lavoratori Tunisini (POCT). Ha un passato di militanza partigiana che lo ha costretto alla clandestinità e a un periodo in carcere sotto il regime di Ben Ali.

Ahmed Néjib Chebbi. Avvocato e fervente oppositore del regime di Ben Ali. È candidato del partito socialista Al Joumhouri, nato dalla fusione del Partito Democratico Progressista (di cui egli stesso è stato fondatore) e di altri partiti di centro social-liberali.

Mustapha Kamel Nabli. Economista, ex governatore della Banca Centrale di Tunisi. In passato è stato presidente della Borsa di Tunisi nonché ministro dello Sviluppo Regionale sotto il regime di Ben Ali. Concorre da indipendente e gode del sostegno del Fronte Nazionale di Salvezza.

Slim Riahi. Uomo d’affari e politico. In passato ha vissuto per molto tempo all’estero (in Libia e Inghilterra). È rientrato in patria dopo la rivoluzione del 2011 fondando il Partito dell’Unione Patriottica Libera (UPL).

Mohamed Hechmi Hamdi. Uomo d’affari e politico con doppia cittadinanza tunisino-britannica. Risiede stabilmente a Londra. È leader del partito Tayar Al Mahaba (ex Al Aridha Chaabia) e segretario generale del Partito dei Conservatori Progressisti.

Abderrahim Zouari. Candidato del partito Movimento Costituzionale. In gioventù ha militato nel partito socialista. Avvocato, è stato sindaco di Tunisi e governatore della provincia della capitale. Sotto Ben Ali è stato ministro della Giustizia, poi della Gioventù, dell’Istruzione, degli Esteri, del Turismo e dei Trasporti.

Kamel Morjane. Uomo politico e diplomatico internazionale. Ha fatto parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, poi dell’Organizzazione Mondiale per il Commercio ed è stato ambasciatore presso l’ONU a Ginevra. Sotto Ben Ali è stato prima inistro della Difesa poi degli Esteri. Nel 2011 ha fondato il partito Al Moubadara.

Tra i candidati dell’ultim’ora vi sono altri ministri dell’era Ben Ali (Mondher Zenaidi), diversi uomini d’affari (Mohamed Frikha di Ennahda e Mohamed Nizar Tazni, il più giovane candidato in lizza), avvocati e magistrati (Samir Abdelli, Habib Zammali, Abderrazek Kilani e Ali Chourabi) e alcune donne (Kalthoum Kennou, giudice ed ex presidente dell’Associazione dei magistrati tunisini; Emna Mansour Karoui, leader del Movimento democratico per la Riforma e la Costruzione; Leila Hammami, professoressa universitaria e ricercatrice). L’eventuale ballottaggio si terrà il 28 dicembre.

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